Vi voglio raccontare una storia:
"Un potente stregone, con l'intento di distruggere un regno, versò una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi. Chiunque avesse toccato quell'acqua, sarebbe diventato matto.
Il mattino seguente, l'intera popolazione andò al pozzo per bere. Tutti impazzirono tranne il re, che possedeva un pozzo privato per sè e per la famiglia, al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare. Preoccupato, il sovrano tentò di esercitare la propria autorità sulla popolazione, promulgando una serie di leggi per la sicurezza e la salute pubblica. I poliziotti e gli ispettori, che aveano bevuto l'acqua avvelenata, trovarono assurde le decisioni reali e deciserono di non rispettarle. Quando anche gli abitanti del regno appresero il testo dei decreti, si convinsero che il sovrano fosse impazzito, e che pertanto ordinasse cose prive di senso. Urlando, si recarono al castello chiedendo l'abdicazione.
Disperato, il re si dichiarò pronto a lasciare il trono, ma la regina glielo impedì, suggerendogli: "Andiamo alla fonte e beviamo anche noi quell'acqua. In tal modo saremo uguali a loro." E così fecero, il re e la regina bevvero l'acqua della follia e presero immediatamente a dire cose prive di senso. Nel frattempo, i sudditi si pentirono: adesso che il re dimostrava tanta saggezza, perchè non consentirgli di continuare a governare?
La calma, da quel giorno, tornò a regnare nuovamente nel paese, anche se i suoi abitanti si comportavano in maniera del tutto diversa dai loro vicini."
Ecco, oggigiorno ho proprio l'impressione che là fuori è pieno di persone che hanno bevuto dal medesimo pozzo: pensano di essere normali, perchè tutti fanno le stesse cose.
Fingerò di aver bevuto anch'io quell'acqua. Ma in realtà voglio continuare ad essere folle, vivendo la vita come la sogno e non come desiderano gli altri...
E' un nostro diritto: "Il vero è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te."
"Un potente stregone, con l'intento di distruggere un regno, versò una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi. Chiunque avesse toccato quell'acqua, sarebbe diventato matto.
Il mattino seguente, l'intera popolazione andò al pozzo per bere. Tutti impazzirono tranne il re, che possedeva un pozzo privato per sè e per la famiglia, al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare. Preoccupato, il sovrano tentò di esercitare la propria autorità sulla popolazione, promulgando una serie di leggi per la sicurezza e la salute pubblica. I poliziotti e gli ispettori, che aveano bevuto l'acqua avvelenata, trovarono assurde le decisioni reali e deciserono di non rispettarle. Quando anche gli abitanti del regno appresero il testo dei decreti, si convinsero che il sovrano fosse impazzito, e che pertanto ordinasse cose prive di senso. Urlando, si recarono al castello chiedendo l'abdicazione.
Disperato, il re si dichiarò pronto a lasciare il trono, ma la regina glielo impedì, suggerendogli: "Andiamo alla fonte e beviamo anche noi quell'acqua. In tal modo saremo uguali a loro." E così fecero, il re e la regina bevvero l'acqua della follia e presero immediatamente a dire cose prive di senso. Nel frattempo, i sudditi si pentirono: adesso che il re dimostrava tanta saggezza, perchè non consentirgli di continuare a governare?
La calma, da quel giorno, tornò a regnare nuovamente nel paese, anche se i suoi abitanti si comportavano in maniera del tutto diversa dai loro vicini."
Ecco, oggigiorno ho proprio l'impressione che là fuori è pieno di persone che hanno bevuto dal medesimo pozzo: pensano di essere normali, perchè tutti fanno le stesse cose.
Fingerò di aver bevuto anch'io quell'acqua. Ma in realtà voglio continuare ad essere folle, vivendo la vita come la sogno e non come desiderano gli altri...
E' un nostro diritto: "Il vero è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te."
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