[Real me]

Concepito chissà dove e nato a Carate Brianza, il 04.04.1984, proprio il giorno in cui comincia un famoso libro di George Orwell.
A quattro anni impara prima ad andare in moto che con la bicicletta, ma sarà proprio questa ad accompagnarlo nella sua prima grande fuga da casa a sei anni. Una ricerca continua di libertà e di grandi spazi che con il passare degli anni si farà sempre più viva e lo porterà a scoprire tanti paesi stranieri, sia in sella alla sua fidata compagna, sia con mezzi di trasporto più disparati.
Il primo viaggio in Marocco è stato un forte battesimo, ne seguiranno tanti altri, da solo o in compagnia, alla ricerca continua, disordinata, ma sincera, di un proprio posto nel mondo e di una vera e profonda verità. Un animo randagio, insaziabilmente curioso, che vive il quotidiano come uno stato di perenne avventura, un animo che non si dà pace e non si placa neanche davanti a grandi difficoltà o ad una tragedia che lo colpisce, mentre si trova in viaggio sul confine tra Iran e Turkmenistan. Il suo percorso esistenziale e anche spirituale è costellato di inebrianti viaggi, epiche pedalate, scalate tra le montagne, meditazioni nei boschi o sulle spiagge solitarie, ma anche di pause di riflessione più o meno lunghe e di un “buon senso della realtà”. 
Probabilmente malato di quell’ansia generazionale di "andare senza fine", che cancelli l’ombra della noia e quella ancora più grande della “verità ultima”, ma anche, e soprattutto, in possesso di un’unica grande certezza: “Tutto quello che accade nel mondo mi riguarda!”.

That's it, that's Filippo Salvioni.   

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