PHOTOGRAPHY

Sono affetto da quel sintomo caratteristico del romanticismo, del cammino come viaggio “nel mondo interiore e ideale, alla scoperta del messaggio naturale”, come scriveva Thoreau in Walking.

Mi ispiro ai grandi fotografi americani, da Ansel Adams a Edward Weston: per me la bellezza in fotografia nasce soprattutto da un’emozione profonda, da una capacità di provare piacere nel camminare – e nel fotografare – immerso nella natura e nei suoi spazi sconfinati. Nei miei scatti cerco di dar voce al silenzio.

Considero la fotografia l’arte magica dell’effimero: ritraendo paesaggi naturali, vaste distese e soggetti incontrati in diversi angoli del mondo, la macchina fotografica da semplice compagna di viaggio è diventata uno strumento imprescindibile per indagare l’animo umano.

Quello che mi interessa non è “rapire”, catturare frammenti di vita; la realtà mi interessa nella sua accezione esegetica; la natura è la mia musa preferita: cerco di scovare gli angoli più remoti, aspri e incontaminati ancora esistenti ed includere le personalità umane che si fondono con essa e da questa stessa fonte cercano continua ispirazione.