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L’Artico brucia

La Natura continua a chiamarci


Durante l’ultimo fine settimana, la cittadina russa di Verkhoyansk, nella Siberia orientale, ha fatto registrare la temperatura record di 38 °C. 

Siete sorpresi? 

Posso anche riscriverlo, è tutto vero.

+ 38 °C nel nord est della Russia – Siberia.

Ad onor del vero, il dato finale non è ancora stato confermato dagli studiosi, una piccola consolazione se vogliamo tranquillizzarci per un po’, ma, detto tra noi, sinceramente abbiamo poche ragioni per gioire. 

La Natura continua ad inviarci campanelli d’allarme e la poco sorprendente ondata di caldo che sta attanagliando tutto l’Artico, dal Canada alla Scandinavia, rimane.

Non abbandonate la lettura, vi riporto solo altri due episodi catastrofici, poi insieme cerchiamo di respirare, nonostante la canicola.

La Russia, sempre per restare in territorio sovietico, ha da poco concluso il suo inverno più caldo.

Ricordate?

Poche settimane fa, i telegiornali ci raccontavano dei boschi della Siberia in fiamme e di un’importante fuoriuscita del petrolio in seguito allo scongelamento del permafrost.

Qualcuno potrà ora obiettare che tanto si tratta di terre lontane, e che forse alla fine si tratta solo di sudore e ghiaccioli. 

Per chi pensa questo, inutile che aggiunga che poche estati fa – sempre lì, in Russia – oltre cinquemila persone morirono per un’altra ondata di calore. 

Forse è più interessante sapere che i virus ad alte temperature possono mutare e iniziare così a trasmigrare dagli animali a sangue freddo agli animali a sangue caldo.

Ormai sappiamo ben tutti questi piccoletti quanta strada sono in grado di fare…

Ma continuiamo a tenere il piumino a portata di mano (visto le temperature, direi che è inutile indossarlo per ora) e continuiamo a parlare del caldo Artico. 

La bussola punta sempre verso Nord.

Ma prima di addentrarci nel bianco ormai giallognolo, partiamo da una domanda:

perché l’Artico ribolle e perché ciò accade più lì che in altre zone?

Possiamo iniziare a dire che – come ormai ben tutti noi sappiamo – alle latitudini più alte dell’emisfero boreale, l’estate è caratterizzata da lunghi dì, ossia abbiamo luce solare per oltre venti ore al giorno. 

Si tratta di una fantastica possibilità, tutti sono più allegri e più attivi, tutti noi e anche il caldo.

Infatti, questo fa sì che il calore si accumula più velocemente rispetto ad altre latitudini più temperate.

C’è un altro aspetto preoccupante: la mancanza di neve nel periodo invernale.

Non c’è più. Scomparsa.

Al posto della fantastica coltre bianca che ricopriva le lunghe lande desolate del Nord, ora c’è un terreno brullo, qualche macchia qua e là che ricorda gli inverni passati, ma principalmente zone non più in grado di riflettere la luce del sole, ma solo di assorbirla.

Capite, vero?

Caldo su caldo.

Non è finita, perché non dobbiamo dimenticare che meno umidità, significa anche meno evaporazione che può raffreddare l’aria circostante.

Queste tre semplici regole atmosferiche ci dovrebbero far capire che ci stiamo infilando nel cosiddetto cul-de-sac.

Ebbene sì, ci siamo dentro… Siamo in un circolo vizioso che può avere conseguenze catastrofiche per le nostre vite. 

Ma non è finita.

Nel 2015, sempre lì, in Russia, è stato scoperto un virus preistorico gigante in grado di risvegliarsi appena il permafrost si scioglierà. 

Si chiama Mollivirus sibericum e per invitarvi a googlarlo, vi ho già preparato il link, basta che cliccate qui.

È un virus gigante. Ultimamente non ci stanno molto simpatici, bisogna ammetterlo.

Ma non pensiate che sia un problema solo del Nord.

Riprendiamo in mano la bussola.

Rivolgiamo il nostro sguardo verso Sud: anche l’Antartide si sta sciogliendo

120 milioni di tonnellate di ghiaccio in poco più di vent’anni.

Anche sotto quelle calotte di ghiaccio ci sono nascoste altre importanti bestiole.

Ogni avventura che si rispetti – alla fine, tutta la vita cos’altro non è che una splendida avventura? – ha degli ostacoli da superare.

Ce la possiamo fare, con l’allenamento quotidiano e conoscendo almeno un po’ il terreno ignoto nel quale ci stiamo avventurando.

Dobbiamo armarci per combattere i mostri.

La Russia, l’Artico e l’Antartide non sono poi così lontani e i mostri da combattere non sono di certo questi organismi sconosciuti, ma i nostri stessi comportamenti. Non sono più sostenibili.

Da dove iniziamo?

Ne bastano tre, per ora.

  • Piccole azioni quotidiane ( a voi la scelta…)
  • Alimentazione (parlo a livello personale, ma che bello non mangiar più carne…)
  • Trasporti (W la bici, ultimo vero baluardo di libertà…)

La Natura ci sta chiamando.

È molto probabile che in futuro, continuino queste ondate di calore, così come lo scioglimento dei ghiacciai, gli incendi e le tempeste tropicali a latitudini non proprio tropicali.

Perdonatemi, relata refero.

So, che ve lo hanno già detto in tanti.
Non voglio esser noioso pure io, vi lascio soltanto con un suggerimento: ogni volta che avrete dubbi sui piccoli comportamenti da fare, pensate ai 38°C di settimana scorsa in Russia.

+ 38°C, in Siberia.

In tanti mi avete scritto in questo periodo.

Credetemi quando vi dico che leggo ogni vostro messaggio con interesse e rispondo sempre. Se non l’ho fatto, riscrivetemi, perché dev’essermi sfuggito il messaggio. Colpa mia.

I webinar e le tante Live su Instagram ci hanno permesso di conoscerci un po’ meglio, o forse voi mi avete conosciuto un po’ di più.

Mi sono accorto però, che tra i tanti che mi hanno scritto, diversi di voi hanno manifestato il loro interesse per realizzare dei viaggi sostenibili.

Mi avete scritto che siete preoccupati per il futuro e volete attenzione.

È una bella notizia. Avete ragione!

Come voi, anch’io mi interrogo e cerco una risposta. 

Non è facile.

Non ne ho una definitiva.

L’importante – come sempre – è iniziare e mettersi in cammino.

Creare cultura e consapevolezza è un primo passo.

Ora più che mai la nostra azione è necessaria: per il pianeta, per noi stessi, per il futuro delle generazioni a venire.

Ricordate, Siberia, + 38°C – Giugno 2020.

1 Comment
  • Marco Priano
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    ✨🙏❄️💨🌊🚵 grande Fill

    Giugno 27, 2020at6:27 pm

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