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Un piccolo doppio impegno

…con me stesso e con il mondo


La profonda incertezza del Covid-19 ha fatto emergere l’esigenza di un nuovo paradigma, una nuova sensibilità collettiva sempre più indispensabile per il nostro stesso Futuro.

Ho scritto qualche giorno fa un post a riguardo.

Questa strana situazione ha dimostrato quanto sia importante offrire il nostro piccolo contributo per dirigerci tutti assieme verso una coscienza universale.

Far finta di poter continuare come prima, non è più possibile.

Io, come tutti voi, sono rimasto profondamente colpito; forse per la prima vera volta mi sono reso conto della necessità di un Piano A, poiché non esiste alcun Piano B.

Ho quindi cercato di pensare a come creare valore, sia per me stesso, che per la società in generale.

Sono da sempre convinto che i due fronti – personale e collettivo – siano imprescindibili. Sul lungo termine non possiamo pensare di trascurarne uno a favore dell’altro, sono entrambi fondamentali per le nostre stesse esistenze.

Questo post è un doppio impegno che prendo con me stesso, davanti a tutti voi.

Il fatto di scriverlo qui, nero su bianco, è importante: innanzitutto per chiarirmelo, in secondo luogo perché quando lo si annuncia ad una platea (che sia anche solo di venticinque casuali lettori) siamo costretti ad impegnarci ancora più a fondo.

Sto scrivendo queste righe il lunedì dell’Angelo che segue la Pasqua del 2020.

In Italia, questo è il giorno della tradizionale Pasquetta, quando ci si dedica abitualmente alle gite fuori porta e al nostro tempo libero.

Normalmente, sarei stato impegnato in una delle mie attività outdoor preferite: escursione in montagna, bici, arrampicata o volo in parapendio.
Inutile sottolineare quanto mi manca tutto ciò. 

Ho quindi voluto fare una promessa a me stesso, un tradizionale impegno per un nuovo inizio, per quando finalmente avremo la possibilità di tornare là fuori.

Non mi voglio limitare a questo: come dicevo, credo sia necessario accompagnare l’impegno con noi stessi, con un altro collettivo, a favore della società.

Noi amanti delle attività outdoor, abbiamo il dovere morale di prenderci cura, proteggere gli ambiente naturali per noi stessi e per le future generazioni.

È arrivato davvero il momento di prender una posizione.

Questo è il mio doppio impegno.

Con me stesso

Appena sarà possibile tornare all’aperto, mi impegno a passare almeno otto ore settimanali in attività outdoor.

Quando le circostanze lo permetteranno, tornerò a praticare quello che più amo con ancora più impegno e disciplina: camminata, corsa, pedalata o arrampicata, non importa; l’importante è passare all’aperto almeno otto ore a settimana.

Perché otto ore? Semplicemente perché significa impegnarsi – in media – poco più di un’ora al giorno. Direi che si tratta di un impegno minimo fattibile.

Con la società

Ogni attività outdoor (teoricamente) non implica alcuna emissione di sostanze inquinanti, l’unica benzina richiesta è il nostro sudore. 

Nonostante questo, dobbiamo iniziare a pensare non soltanto alla gratificazione momentanea, ma anche alla storia e soprattutto al futuro di ciò che quotidianamente consumiamo.

Ipotizzando di impegnarmi solo con l’attività più veloce – e quella consente le più lunghe distanze (la bici) – è plausibile pensare che in otto ore settimanali si possano percorrere indicativamente 250 Km a settimana.

250 Km a settimana – significano indicativamente 8.000 Km per questo 2020.

Il mio impegno per l’umanità – per praticare le mie attività outdoor preferite nel 2020 – è quello di contribuire a catturare 1 kg di CO₂ per ogni chilometro percorso, ossia indicativamente 8.000 Kg di CO₂. 

Nonostante le uscite in bici siano ad emissioni zero, voglio iniziare fare la mia piccola parte.

Per questo mio primo progetto ho deciso di affidarmi a Treedom.

Treedom è una piattaforma web che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online. Dalla sua fondazione, avvenuta nel 2010 a Firenze, sono stati piantati oltre un milione di alberi in tutto il mondo, tutti donati a contadini locali, contribuendo così a produrre benefici ambientali, sociali ed economici per la loro comunità.

Ho deciso di piantare alberi che mi permettano di iniziare a catturare 8.000 Kg di CO₂ in nome degli ambienti naturali dove pratichiamo ogni giorno le nostre attività.

Con il passare degli anni, i nostri alberi assorbiranno sempre più CO₂ dall’atmosfera migliorando la nostra vita e l’aria che respiriamo. 

Sono consapevole che sia un piccolo gesto rispetto a quello che potremmo ancora fare, però credo anche che sia sempre importante fare il primo passo e questa mi sembra una buona promessa a favore della umanità.

Ho voluto chiamare questo mio progetto personale: #Train4Change.

Puoi seguire la mia foresta sul mio profilo Treedom e i gli impegni con me stesso sul mio profilo Strava.

Abbiamo molte occasione per fare la differenza, partendo da noi stessi, con i nostri piccoli contributi, utili a noi e alla comunità.

In occasione del nostro ritorno alle nostre attività quotidiane, questo è il mio doppio impegno.

Ho voluto condividerlo con voi perché se ci fosse qualcuno interessato a prender parte al progetto, piantare qualche albero nella foresta #Train4Change o semplicemente vuole rendermi partecipe del suo impegno, vi invito a scrivermi così da condividere assieme le nostre azioni per un Futuro diverso.

2 Comments
  • Marco Priano
    Rispondi

    sei grande Filippo bell idea

    Aprile 15, 2020at6:18 am

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