Dal finestrino, alle nove di sera, la luce arriva orizzontale e taglia l'ala. Il volo da Nuuk verso l'Islanda passa sopra una distesa bianca per quasi tutta la traversata: prima la calotta, compatta e senza scala, poi il pack sbriciolato della costa orientale, che a quest'ora è color rame. Ho dormito poco e ho gli occhi che bruciano, ma non riesco comunque a chiuderli.

I pensieri tornano indietro di qualche giorno: abbiamo appena passato una notte nella comunità di Oqaatsut, ventinove abitanti a nord di Ilulissat e poi visitato le cittadine di Kangerlussuaq e Qeqertarsuaq. Quest'ultima ottocento anime al centro della Disko Bay, circondata dagli iceberg più spettacolari del pianeta.

Ho appena finito un bellissimo viaggio, ma è già ora di guardare avanti.


L'estate 2026 è appena iniziata ed è già piena come suo solito, tra Artico e Ovest americano, con la costante alternanza di sopralluoghi, telefonate e partenze; non c'è molto altro da dire: è il periodo in cui tutto deve incastrarsi e tutto deve funzionare, quel tutto che è stato pianificato con mesi (a volte anni) in anticipo.

Guardo il calendario 2027 e ritorno alla presenza meno poetica e più pratica della cabina: la primavera sarà ancora all'insegna della Baja California (sempre bella e selvaggia) con due partenze in programma molto diverse tra loro. Il 30 gennaio parte il classico della penisola: la capitale La Paz, le missioni gesuitiche di Santa Rosalía e Loreto, i salitrales con le sabbie mobili e nessun altro viandante, le balene grigie della laguna di San Ignacio, di Bahía Magdalena, la presenza che esige sempre rispetto dei cardón e dei cirios.

(è un viaggio già garantito e sono rimasti davvero gli ultimi posti disponibili...)

BAJA CALIFORNIA: DESERTO MISSIONI E BALENE - Kel 12 Cultura del Viaggio
Una natura incontaminata e spettacolare dove a ogni curva della pista si rimane stupefatti per la bellezza e la varietà di una natura grandiosa e selvaggia. Baie, lagune, dune e montagne che si protendono in un mare cristallino sia nell’Oceano Pacifico che nel Mare di Cortez. Con lance a motore, raggiungeremo le più belle isole […]

Il 9 febbraio partirà invece l'altro, quello decisamente più selvaggio. Un viaggio che è una spedizione esplorativa nel deserto e che prevede anche quattro giorni a piedi nella Sierra de San Francisco. Un programma non per tutti, ma ideale per quei pochi che vogliono andar ancora oltre e provare un'esperienza unica nel suo genere in compagnia dei vaqueros che vivono isolati in un ambiente inospitale con le loro famiglie. In compagnia di muli, percorreremo mulattiere fino a raggiungere il fondo del canyon di Santa Teresa: là in fondo, a milleduecento metri, ci sarà l'oasi di El Cacarizo e il nostro campo tendato. Da lì, per quattro giorni cammineremo sul piano e i nostri fedeli compagni ci attenderanno per la risalita. Il fondo del canyon fa una cosa che non si spiega bene finché non si è là: il buio arriva prima che in cima, e con il buio arriva un silenzio che non è assenza di rumore, ma assenza di distanza. Non c'è niente di così lontano da cui possa venire un suono, saremo solo noi e le incredibili pitture rupestri, immobili da migliaia di anni, alte oltre nove metri, misteriosamente intatte sulle pareti dove i Cochimí le hanno lasciate. L'istituto messicano di storia e antropologia ha censito oltre millesettecento siti dentro la riserva della biosfera di El Vizcaíno, e quel canyon è abitato da cacciatori e raccoglitori nomadi da migliaia di anni.

Un gruppo molto piccolo: il limite lo detta la larghezza del sentiero e la nostra sensibilità a voler esser piccole tracce in un mondo così diverso, lontano e poco conosciuto.

IN BAJA CALIFORNIA CON SPEDIZIONE NELLA SIERRA DE SAN FRANCISCO - Kel 12 Cultura del Viaggio
Un viaggio in Baja California è un’immersione nella natura incontaminata e spettacolare; ad ogni curva della pista si rimane stupefatti per la bellezza e la varietà. Baie, lagune, dune e montagne che si protendono in un mare cristallino sia nell’Oceano Pacifico che nel Mare di Cortez. Raggiungeremo una delle isole più belle del Mare di […]

Il resto del 2027 è in gran parte già bloccato. Potete trovare maggiori dettagli sulla pagina dedicata: partenze.

Permettetemi solo un approfondimento sui viaggi privati, formula che mi state chiedendo sempre di più e che ormai caratterizza un po' le mie proposte. Per il 2027, la mia disponibilità di tempo si sta già chiudendo: restano poche finestre, una possibile tra fine giugno e inizio luglio. Chi ha in mente un periodo preciso conviene che ci ragioni adesso, non perché voglia metter fretta ma perché un viaggio su misura si costruisce in mesi: gli itinerari necessitano di studio, gli operatori locali si bloccano con anticipo, e la stagione utile in certi posti è lunga solo sei settimane... A questo si aggiunge un vincolo che è solo aritmetico e fisico, ma non meno importante: non posso essere in due posti lo stesso giorno. Se avete in mente qualcosa, per favore scrivetemi! Altrimenti dovremo rimandare al 2028...

Case di legno rosse, gialle e azzurre della comunità di Oqaatsut sulla costa della Groenlandia occidentale, con iceberg nella baia sullo sfondo.
A Oqaatsut, come in tante altre zone della Groenlandia, le case non poggiano sul terreno: stanno su pali e su roccia nuda, perché dove il suolo gela e sgela non si scavano fondamenta e si costruisce sopra quello che l'ambiente offre.

A proposito del 2028: sappiate che ho deciso di rimetter in programma il viaggio in veliero a Scoresby Sound, nella costa est della Groenlandia: è ancora presto per i dettagli logistici, ma ho deciso che potrei programmarlo ogni quattro anni, come le Olimpiadi... Se vi interessa fatemelo sapere.

A proposito di novità, ad agosto 2027 invece ce ne sarà una molto interessante. È una destinazione che mi chiedete in tanti e da tanto tempo. Manca ancora un pezzo per poterla annunciare, la voce è già uscita dai corridoi del palazzo, ma finché non ho tutti i dettagli non ne scrivo. Quando ci saranno, la prima volta che ne parlerò sarà come sempre nella mia community WhatsApp.

Lo sapete ormai, questo è il posto dove le cose si dicono "ai pochi prima che ai molti..."

A Oqaatsut la vita continua a scorrere lenta ed è sempre un privilegio esser testimone per poche ore di quel remoto angolo di mondo. Ci tornerò tra un paio di settimane. Nel frattempo il calendario dice che a gennaio sarò dall'altra parte del mondo, e che tra le due cose passano cinque mesi, un continente e tanti progetti da realizzare.